| Viviamo - Princo |
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@ Dolce Amore mio, come puoi vedere ti rispondo subito, in tempo reale; stavo qui a cercar foto da mandarti: altri me stesso che spero possano piacerti; sono reduce da un incontro con mia madre, ci siamo parlati come non era mai accaduto da quarantuno anni, un incontro tra un uomo adulto ed una donna. Ci siamo detti cose con alto senso della vita, la mia vita, lei mi ha confessato che prega sempre che io possa trovare un po' di pace nella mia esistenza. E' stato un lungo discorso che ha riguardato te, Maria, che ha riguardato me, Gianni, che ha coinvolto la sfera dei sentimenti, della vita nei suoi aspetti piu' filosofici ed essenziali. So che e' accaduto un miracolo, tu ci sei, e non per caso, ed e' vero che le energie hanno iniziato il loro lavoro; so anche che saremo abbastanza bravi da non fare colpi di testa, così come potrebbero dire le altre persone, (ma non e' questo il caso), noi abbiamo la Vita da vivere. Si, e' vero, una logica più grande della nostra finitezza di esseri umani adesso ha mostrato a noi la sua esistenza: noi siamo i protagonisti, consapevoli, di tutto questo. No, non aver paura, Amore mio, io sono al tuo fianco perche' così e' stabilito, anche quando sei la bisbetica indomabile, o quando Furio ricompare, siamo sempre noi, stiamo sintonizzandoci reciprocamente su noi stessi. Sta succedendo qualcosa che prima non avevamo visto, abbiamo dovuto correre lungo strade al limite del vivibile - per un verso o per un altro - alcune volte siamo andati fuori strada ed abbiamo dovuto star fermi per curarci e rimetterci in Vita: adesso non siamo arrivati, tutt'altro, questo e' appena l'inizio di quello che e' nostro e che ci appartiene. Viviamo. Il tuo (e di nessun'altra) Gianni.
@ Gianni, grazie di questa bella e-mail. Sono tanto orgogliosa di te, del tuo senso delle cose, della tua commozione quando si parla del nostro amore e del nostro incontro. Io lo so che tu sei quella persona che si è nascosta per tanto tempo e che ha aspettato di vedere me per venire allo scoperto. Io credo che con me si sia fatta avanti, forse perché sapeva che era destinata a me, e se fosse venuta fuori prima io non l'avrei trovata ad aspettarmi. E questo probabilmente è il vero miracolo, ancor di più del nostro incontro. Il fatto vero è che tu fossi ancora lì a quella fermata del treno ad aspettarmi. Amore mio, anche io ho aspettato a tante fermate, anche io ho creduto ogni qualvolta che fosse il treno giusto che mi avrebbe condotta nella mia direzione. Ma alle volte erano treni troppo lenti, altre troppo veloci, altre ancora le mete che percorrevano erano assolutamente azzardate, ed altre poi io ero arrivata troppo presto o troppo tardi. Semplicemente non era la mia stazione. E adesso pensa un po' ho trovato treno, stazione, fermata, berretto e fischietto. Amore mio, ti ho trovato ed adesso lo so. Stai tranquillo, tranquillo, tranquillo, io sono quella donna. E tu quell'uomo. I due pazzi. Ricordi le nostre prime battute? I due pazzi. Sì credo che già da quelle parole emozionate ed emozionanti (ancora adesso) noi fossimo perfettamente consci di quanta sana ed irrinunciabile follia si agitasse nelle nostre reciproche vite. Io credo che tu ed io in questo siamo mossi da un'identica corrente emozionale, forse da una medesima fonte. Amore mio, quanta strada dobbiamo fare, e quello che è certo è che la faremo insieme. Ti amo e ti sapro' sempre amare, tua Maria. |
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