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Caro Antonio, innanzitutto, spengo la sigaretta. E spero che per questa sera non ne accenderò altre. Ho dentro uno stato di ansia che agita tutto il mio corpo, come un liquido che ustiona. Vorrei liberarmene ma è tutto dentro di me. Devo trovare la calma. Ho messo una musica bellissima che mi sta accompagnando. Ce ne sono di cose da dire. E’ da non credere. Non potevo immaginare, solo all’alba di ieri, che la mia vita sarebbe cambiata così repentinamente e oramai, qualsiasi cosa sarà fra noi, il passo è fatto. Che cos’è questa, follia? Voglia di amare, voglia di credere che ci sia ancora qualcuno con il quale valga la pena di spingersi oltre. Perché mi succede? Non lo so, ma so spiegarmi cosa ho dentro il cuore. Ho un cesto pieno di fiori, ho una cascata di amore che mi avvolge e che mi fa sentire capace di tutto pur di fare felice chi saprà comprendere che la mia irrequietezza e la mia frenesia non sono qualcosa di cui aver paura ma solo l’inizio di un'onda che ha bisogno di espandersi e di accompagnarmi sulla mia strada. Io so qual è la mia strada, ma non l’ho mai trovata, intricata e disseminata di viottoli bui, fangosi e pieni di buche. Non solo tu hai parlato con Jesus, anche io ho fatto qualche chiacchiera al chiaro di luna insieme a lui e mi ha assicurato che mi avrebbe assistita in questo mio pericoloso peregrinare. Io ci sono, Antonio. Non credevo che il potere di questa scossa elettrica fosse così potente. Mi fa male, fa tremare tutto il mio essere. Ho vissuto tutto fino in fondo, ho sprecato tanti momenti, ho dato tanto di me a chi non aveva alcuna intenzione di capire io realmente chi fossi dietro uno sguardo indecifrabile e silenzioso. Non sono quella che ognuno ha avvicinato, non sono quella che pochi hanno amato. Vorrei poter essere nata ieri mattina, risvegliata da una voce romantica e morbida che mi diceva di chiudere gli occhi e di ricordare. E' così che mi sento, una bimbetta che ha aperto gli occhi ieri con lo stupore per le cose e per la vita e l’incoscienza di spingermi in un percorso nuovo, ignoto, incredibile. Da ieri sono stata completamente risucchiata in una dimensione a me ignota, fatta di parole, di silenzi, di pause, di immagini scollegate fra loro, alle quali non potrò dare una continuità fino a domani, quando ti vedrò ancora. È duro questo momento, bellissimo e al tempo stesso terribile. E’ stremante attendere domani. Sto esplodendo di ansia. Se è questo che mi provoca averti incontrato mi spaventa. Ma ho fiducia nella vita, ho fiducia nelle cose che mi hai raccontato. Con meraviglia, Lucia.
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