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Gigante - Anna Maria Artini PDF Stampa E-mail

Vorrei dirti in questa lettera quanto  sono grata alla vita perché mi ha concesso d’incontrarti, di conoscerti, di unirmi a te per unire i nostri sentieri  e crescere insieme. Sono grata alla vita perché  mi ha concesso di dare e ricevere amore, tanto amore.  L’Amore è un dono, un  diritto speciale per chi lo dà per chi lo riceve. È  un miracolo che ci avvolge in una spirale per farci trasportare alle sfere superiori dell’essere. Non è una volontà cosciente creata dalla mente, è una magia che non ha confini, non ha pensieri.  E' una grande creazione, è un mistero che va oltre la natura umana. È una forza immensa, a cui se non siamo preparati e puri, quando siamo certi di possederla, sfugge via. Tu, creatura straordinaria, mi hai insegnato ad amare senza chiedere altro in cambio, che amore. Con te ho provato la serenità nell’accettare gli accadimenti come si presentano, l’inquietudine  di non scorgere quello che non riesco a vedere, la gioia di vedere un bambino ridere felice, il piacere di scoprire quelle piccole verità del quotidiano, il dolore del mondo, le incertezze nella riuscita dei miei sogni, l’entusiasmo di vivere questa vita meravigliosa. Con te ho goduto dell’inutilità del  benessere ed ho conosciuto le necessità del vivere. Con te ho vissuto le tante sfaccettature dell’esistenza, come una lunga fiaba raccontata  un tempo nelle lunghe notti d’inverno. Mi hai insegnato a dolermi delle difficoltà solo per poco, perché tutto torna nel giusto equilibrio quando si ha fede in noi e non si ha paura. Da te ho imparato a perdonare chi ci ha pesantemente offeso e ci ha fatto del male. Ti vedevo sorridere e tendere la mano al tuo nemico. Tu avevi dimenticato e andavi oltre.  Indignata  non riuscivo ad accettare la tua generosità verso chi non la meritava. Vedevo l’altro imbarazzato, intimidito, balbettare parole confuse, mentre tu mi guardavi con candore innocente e ti burlavi del mio inutile sdegno. L’affetto donato l’uno all’altra ci ha fatto capire che ogni esperienza ha contribuito nel tempo a farci acquisire saggezza. A volte ho scambiato il volto del destino con quello della fortuna o della sventura. Quando poi mi sono soffermata a riflettere, mi sono accorta che insieme siamo stati gli artefici del nostro lungo presente. La vita per noi è stata una scelta, in cui non sono mancati piccoli battibecchi e litigi furibondi, subito dopo quietati e superati.   Le esperienze vissute sono state disposte da noi e questo ci ha aiutato a tener viva la nostra memoria. Una memoria non per rivivere il passato, ma per tener vivo il ricordo dell’immagine di noi stessi in continuo mutare.  Sebbene affiorino tanti momenti indimenticabili, io trovo che c’è sempre di più da vivere e da essere, c’è sempre di più da conoscere e da imparare insieme. Nel nostro percorso, dopo aver vissuto l’esistenza  senza alcun rimpianto, nel presente guardo al  futuro e credo che ancora tanto altro ci sarà da conoscere. I due poli nei quali si agita la mia sensibilità sono ricolmi di sentimenti ed emozioni in cui il ricordo mi  suggerisce note poetiche senza alcuna ambizione. Nella notte dei tempi nel luogo dello spirito in cui il Signore creò non già Adamo del racconto, ma l’Uomo Universale e tutta l’umanità, io cadendo, mi ero separata dall’altra parte di me. L’ho ritrovata ora in te. Ci siamo riconosciuti attraverso i nostri suoni antichi scesi nella cavità del cuore e in un incendio che ha illuminato i nostri occhi. Che importa sapere che ogni incendio finirà con lo spegnersi, se il suo calore per un tempo presente ci ha reso felici? Quando eravamo molto giovani nello starti vicino avvertivo il tuo respiro penetrare nella mia anima, la tua energia illuminare la penombra dei miei spazi interiori e subito dopo essi diventavano immagini viventi in cui spazio e tempo si allontanavano per tornare alla purezza originale. Abbiamo camminato a lungo liberi come gabbiani in volo, nel rispetto di noi senza possesso o paura di abbandonare ed essere abbandonati. Abbiamo iniziato il nostro viaggio partendo da noi,  non per finire con noi.  Siamo stati un punto di partenza, non una meta. Molto importante era conoscere noi stessi nell’immagine dell’altro, senza preoccuparci dei nostri limiti.   Siamo stati i migliori compagni d’avventura, i migliori amici divertendoci e condividendo gli stessi interessi, gli stessi gusti, gli stessi intenti  e siamo stati gli amanti più completi. Il nostro orizzonte è stato limpido, libero e con lealtà ci siamo guardati sempre con  incrollabile fiducia. Tu mi leggevi nel pensiero, come io leggevo il tuo pensiero, in quei momenti eravamo uno solo, le nostre menti senza parole si fondevano in silenzio ed il cuore si espandeva nei nostri stessi pensieri, in cui racchiudevamo i pensieri del mondo. In quel mondo c’è stato per noi sempre tanta amore, che abbiamo percepito nel respiro del vento, nelle acque del mare, nella danza delle chiome degli alberi, nei colori della vita. Ci compensavamo in ogni cosa, io chiacchierona, tu taciturno e riflessivo, ti facevi prendere da entusiasmo eccessivo per il nuovo, io guardavo le cose con più realismo e valutavo se era il caso, ti abbattevi per una delusione vera ripiegando silenzioso in te stesso, in quel momento io mi sentivo una tigre pronta alla lotta e mi buttavo nella mischia esortandoti a seguirmi. Eravamo un insieme di contraddizioni, che si compensavano in un continuo strano equilibrio. Quante volte ti ho guardato non vista, mentre eri concentrato nel tuo lavoro. La tua figura mi appariva un tempio sicuro, saldo, incrollabile ove potermi rifugiare e sentirmi protetta. Ogni volta per me era una nuova scoperta, che destava in me un’onda di gratitudine verso la vita. Altre volte ti vedevo riposare dopo una giornata faticosa, con dolcezza materna ti rimboccavo le coperte e mi muovevo con cautela, per non disturbare il tuo sonno. Vedevo tutto il mondo vivere in noi e colma di beatitudine, compiaciuta assaporavo questa mia gioia.  Subito dopo il mio istinto materno mi spingeva a stringerti come un bambino tra le mie braccia per ricambiare, donandoti tutta la mia tenerezza. Quante volte nell’eccitazione acuta delle nostre conversazioni, nella condivisione degli stessi obiettivi, nella delicatezza della nostra vicinanza abbiamo provato il senso di una disponibilità interiore molto ampia. Al tuo fianco ho imparato la grande poesia della vita, imparando da te a godere delle piccole cose, come sentire l’umido contatto dell’erba, distinguere il cinguettio degli uccelli, l’odore dei gelsomini all’alba prima che spunti il sole, il sapore d’un frutto appena còlto, la frescura di un gradino di marmo in una calda sera d’estate, non temere d’essere colpita, perché ogni ferita rimarginata, è il segno d’un trofeo conquistato.  Con te sono entrata nel caldo fiume della vita e mi sono lasciata trasportare dalla corrente senza resistere alla sua sacralità.   Tu solido come la terra mi hai sempre consentito di cullarmi nei miei sogni impossibili. Oggi  come un tempo, quando la stanchezza sopraggiunge in me da una grande fatica, pensando a te, sento che posso abbandonarmi, lasciando che il mio spirito si allontani chissà dove ed il corpo sfinito e vuoto, riposi  con te nella perfezione del silenzio. Al risveglio la mattina riposata, ancora stordita mi chiedo <<Cosa devo fare per liberarmi dalla mia prigione ?>>   La mia mente risponde <<Nulla perché non sono mai stata incatenata anche quando mi ero caricata di mille responsabilità inutili.>> In ogni età ci siamo voluti liberi d’inseguire la felicità e con essa la verità. Ci siamo corsi incontro, prima ancora di conoscerci, con un grande turbamento nel piacere di scoprirci. I nostri occhi ci avevano scorto oltre il tempo e lo spazio, spinti da una forza misteriosa. Quando c’incontrammo per la prima volta, ci riconoscemmo. Provai l’emozione che nasce dalla gioia e nostalgia del cuore. Mi parve di percorrere un parallelo cammino interiore, già percorso, ma non ancora consumato. Quanti percorsi avevamo già compiuto insieme? Le cose antiche erano passate, il nostro incontro faceva parte del nuovo e nel nuovo ci siamo immersi.  La vita aveva acceso per noi un caldo fuoco  profumato, dove noi a lungo ci siamo riscaldati. Le gioie, le incertezze, le pene, le paure, le delusione, le conquiste dell’anima, le contrarietà, le soddisfazioni per i riconoscimenti, la fatica ed il piacere del vivere, tutto fa parte della nostra storia e nessuno può sollevare il velo delle nostre memorie.  Il passato è  il tempo della nostra crescita, il presente è quello  della trasformazione, dell’espansione della coscienza, di una nuova forza che si manifesta in tutte le dimensioni dello spazio.   Mi giunge un suono a portarmi il senso della vita è l’eco del palpito  del cuore che batte come campane.    …din…don…din…don…  non è solo un suono, ma un'eco prolungata, che mi rammenta il nostro mondo segreto. Avrei voluto scrivere questa lettera sul soffio del vento, sulle onde dell’acqua che fugge per farla vivere fino ai confini del mondo. Sarebbe un dono per noi. Nel libro dell’umanità è scritta la nostra storia impressa a caratteri luminosi, in cui c’è sempre più da vivere, c’è sempre più da essere, da conoscere,  da imparare.  Noi…tu ed io non siamo stati una coppia come tante, perchè siamo andati oltre. Il legame  che ci tiene uniti è un vincolo “speciale”. Nel tempo della maturità, nel cogliere i frutti  della nostra storia, possiamo godere del sapore dolce del nostro raccolto. Ora non mi resta che dirti come già ti dissi un tempo… ciao bambino mio, ciao padre protettivo, ciao amico fedele, ciao fratello devoto, ciao mio guerriero coraggioso, ciao filosofo saggio, ciao poeta fantastico. Percepisco con ogni emozione le eco del passato e sento che si sono intrecciate con il presente in una trama iridescente per farci scoprire la bellezza e la meraviglia che siamo. Allora cominceremo a vedere il mondo con gli occhi di un bambino. Ricorderemo quello che ci è appartenuto in un tempo lontano, una remota promessa per l’eternità. Il nostro tempo è tornato. Se ti servisse una goccia d’acqua, io vorrei essere un oceano per te, se ti servisse un granello di sabbia, vorrei essere  un intero deserto per te, se ti servisse un alito di vento a darti frescura, vorrei essere un uragano per te, se una fiammella ti servisse nelle notti gelide, vorrei essere un rogo per te, se un piccolo abbraccio potesse donarti gioia, vorrei essere il mondo intero di abbracci per te. Ciao Gigante!

 
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