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Marco Merli PDF Stampa E-mail
marcMarco Merli è nato a Roma 45 anni fa, il 5 luglio, dunque è del segno del Cancro. Sebbene non abbia mai dato troppo peso alle questioni astrologiche, ritiene di possedere proprio tutti i "sintomi" del suo segno: sensibilità, introspezione, emotività, fantasia, una incredibile immaginazione che manifesta con la creatività, e ancora coraggio, temerarietà. Nutre da sempre una grande passione per la musica e per il canto e tanta voglia di scrivere. E' stato istruttore di tennis, pilota militare ed infine commercialista con tanto di iscrizione all'albo. Oggi ha una vita piena di cose serie, da prendere ed affrontare saggiamente, perché di tempo, che lo si voglia o meno, ce n'è più dietro che avanti e lui non vorrebbe commettere errori.
Marco da qualche parte hai scritto: "Siamo tutti gli eroi della nostra storia. Una storia che tra alti e bassi, momenti bellissimi e momenti neri, resta comunque la nostra storia ed è pertanto meravigliosa". E' questa la ragione che ti spinge a scrivere: raccontare la tua storia? Penso che ciascuno di noi debba fare tesoro di ciò che ha vissuto. L'esperienza è tale al momento in cui la si usa per il futuro. Sono spezzoni di vita sì, ma quello che vorrei è che servissero a coloro che la pensano come me, che in quello che scrivo si rispecchiano anche solo per un momento.
Nei tuoi testi emerge il profilo una persona che ha vissuto intensamente e che dà un grande significato ai sentimenti. Quanto conta per te l'amore? Come il grande Picasso, mi piace poter descrivere la mia vita in 3 periodi nettamente distinti. Solo che lui era Picasso ed io un illustre sconosciuto... che jella. La suddivisione della mia vita in 3 fasi non è strettamente legata all'amore come termine di divisione però posso raccontarla così:
Il periodo pre-matrimoniale: nemmeno la Findus riuscirebbe a mettere nei suoi 4 salti un minestrone così tanto incasinato come quel momento della mia vita.
Il periodo matrimoniale: 15 anni, una vita. Lo giudico fantastico, senza pecche, senza macchie, se non quella di non aver avuto la gioia di poter essere padre. Nessun pentimento quindi, ma - ahimé -  è storia passata.
Il periodo post-matrimoniale: eccomi qui, nel tentativo di camminare dritto quando tanto dritto non cammino più. Nell'augurio di ricostruire qualcosa, quando i materiali per costruire sono disseminati come in una complicatissima caccia al tesoro. L'esigenza è quella di fare un bilancio positivo senza toccare più di tanto le poste scritte in dare e in avere.
Scrivere per te ha una funzione liberatoria? Penso che in ciascuno di noi ci sia un artista, un cantante, un pittore, un poeta e anche uno scrittore. Scrivere, quindi, è come cantare, come dipingere. Togli quello che hai dentro e lo metti su un foglio di carta o su una tela... E' molto liberatorio.
Le tue riflessioni, che dichiarano una grande passione per la vita, sono come le parole del grillo parlante. Pensi che possano aiutare a riflettere? Come ho detto prima, mi piacerebbe se qualcuno potesse prendere spunto da ciò che scrivo. Per correggermi, per contraddirmi ma - perchè no - anche per seguire i miei consigli.
Qual è il commento che ti augureresti di ricevere da chi ti legge? Il commento migliore sarebbe "sono d'accordo con te".
Il famoso poeta Fernando Pessoa ci ha lasciato una toccante poesia che recita così: "Il poeta è un fingitore / finge così completamente / che arriva a fingere che è dolore / il dolore che davvero sente". Cosa ti suggerisce? Letta così direi che ha torto. Le cose più belle sono sempre venute fuori da momenti di grande dolore: le canzoni, le poesie, i racconti. Non stiamo nella finzione ma nella realtà. Voglio dire che chi scrive del dolore soffre sul serio e non finge. Scrivere del dolore però costringe a prenderne le distanze e in tal modo si giustifica il gioco di parole di questa poesia.
 
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Dal web alla carta stampata e ritorno-Il nostro sito Internet è diventato editore  per la carta stampata. Opposto.net continua il percorso iniziato nel 2009 con la I Antologia di Racconti e Poesie dal titolo “Quinto Colore”, proseguito con “365 Piccoli giorni”, l’agenda poetica del 2010 distribuita nelle librerie del Gruppo...

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